Montebenichi

Castello medievale con continuità abitativa

Sull’origine del nucleo insediativo di Montebenichi sono state fatte molte ipotesi, ma queste molto spesso non trovano riscontri sia nella documentazione archeologica che in quella scritta. Si ha notizia del ritrovamento in passato di alcune tombe a pozzetto nell’area dell’attuale cimitero, datate al periodo etrusco. Da questi ritrovamenti, oltre dal recupero di un sarcofago in un primo momento datato al III secolo a. C nel piazzale della Pieve di Altaserra, fu ipotizzata la presenza di un’ampia necropoli etrusca e romana nell’area circostante la Pieve di Montebenichi. Recenti studi hanno dimostrato come il sarcofago sia databile al periodo tardoantico e probabilmente connesso all’edificio cristiano. Per quanto concerne il ritrovamento di tombe etrusche presso l’attuale cimitero ad oggi il materiale è scomparso e dunque non più analizzabile. Con ciò non è da escludere la presenza in periodo etrusco di un centro demico nella zona di Montebenichi, ma attualmente non sussistono dati per poter con certezza stabilire un’origine etrusca dell’odierno centro abitato. È certa l’importanza della zona nel periodo altomedievale per la presenza della Pieve di Santa Maria in Altaserra, documentata già a partire dal VIII secolo, ma non è da escludere l’esistenza di un edificio religioso anche in un periodo precedente. Per quanto riguarda la vera e propria frazione di Montebenichi questa ha chiaramente un’origine medievale. Una prima attestazione del castello si ha negli inizi del XIII secolo e sappiamo che nella seconda metà del XV secolo fu conquistato da Giovanni della Rovere. Del castello medievale oggi rimangono labili tracce visibili sia nell’impianto urbano della frazione, sia in piccoli lacerti murari. Il castello doveva possedere una forma pseudo-circolare ed essere circondato da un fossato, come dimostrerebbe il relitto toponomastico di via del Fosso. Successivamente lo sviluppo urbano della frazione si estese fuori dal circuito murario del castello con la formazione del borgo in cui vennero costruiti anche il palazzo della famiglia Stendardi e l’oratorio del Corpo di Cristo, ovvero l’attuale chiesetta del paese

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