San Leolino

Castello medievale con continuità abitativa

Il paese di San Leolino si trova ad un’altitudine di 377 metri sopra il livello del mare, in un territorio caratterizzato da oliveti e vigneti. Il centro, adagiato sulla dorsale della collina, si presenta con una forma allungata composta dal nucleo originario del castello medievale e dal relativo borgo sviluppatosi nei secoli successivi. Ancora oggi sono ben visibili i resti dell’antico castrum, tra cui la caratteristica forma ellittica che possiamo riscontrare in altri castelli della Valdambra, come in quelli di Rapale e di Montebenichi. Ancora nel XVIII secolo si conservava la porta di accesso al castello, distrutta solo nel 1777 in quanto in pessimo stato conservativo.
Le notizie storiche non permettono di stabilire con certezza il periodo di costruzione del primitivo castello. Il primo documento noto è della fine del XIII secolo, ma è chiaro che il castrum fu edificato precedentemente, nel periodo in cui gran parte della Toscana fu soggetta al fenomeno denominato incastellamento. San Leolino ha inevitabilmente seguito le sorti della Valdambra, terra contesa per secoli da Arezzo, Siena e Firenze. Nella seconda metà del Duecento la Val d´Ambra fa parte dei possessi dei conti Guidi di Modigliana e per quasi due secoli si trova coinvolta nelle lotte fra Guelfi e Ghibellini. Nel 1307 il castello è saccheggiato e bruciato da Messer Guido di Messer Arduino da Viana che alla testa di trecento cavalieri e duemila fanti arriva dalla Lunigiana, mandato dai senesi in soccorso dei fiorentini di cui sono in quel momento alleati, minacciati dalle truppe del legato di papa Clemente V. Nel 1431 il conte Bernardino della Carda degli Ubaldini, lasciati i fiorentini ed alleatosi con il duca di Milano, scende con le sue truppe in Valdambra ed il 1° maggio occupa San Leolino.
Nel XVI secolo anche la Valdambra con tutti i suoi castelli entra a far parte del Granducato di Toscana.
Tutt’oggi è possibile notare gran parte del tracciato delle mura castellane costruite con grandi elementi litici in calcare sbozzati posti su corsi abbastanza regolari. Entrando nel cuore del paese si nota un’antica casa colonica caratterizzata da un portico a tre fornici e loggia con quattro archi che introduce l’ingresso alla suggestiva piazza della Fonte; da qui, attraverso una leggera rampa, si accede alla chiesa del paese dedicata a San Leolino. La struttura, con un bell’esempio di campanile a vela, esternamente presenta varie fasi edilizie ed è frutto di pesanti rimaneggiamenti che ne hanno alterato l’aspetto originario. L’edificio possiede una copertura a capanna più alta rispetto al tetto originario e una porta di ingresso sormontata da un arco a pieno centro. La chiesa su un lato si imposta direttamente sulle antiche mura castellane. Internamente l’aula di culto è caratterizzata da un’unica navata di forma rettangolare con copertura a capriate lignee. Nella controfacciata si trova la “cantora”, sostenuta da tra arcate a pieno centro sorrette da colonne, dove è collocato l’Orgnano. L’altare maggiore è sormontato da una tela raffigurante la Vergine Maria con il Bambino e tre Santi inginocchiati attribuibile ad un pittore aretino del XVII secolo.

Il Museo Virtuale della Valdambra è un progetto del Comune di Bucine e dell'Associazione la Valle dell'Ambra